{"id":3134,"date":"2020-06-04T22:00:00","date_gmt":"2020-06-04T20:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/urbanvision.com\/lintervista-di-wired-a-gianluca-de-marchi\/"},"modified":"2024-12-02T17:17:14","modified_gmt":"2024-12-02T16:17:14","slug":"lintervista-di-wired-a-gianluca-de-marchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/urbanvision.com\/it\/lintervista-di-wired-a-gianluca-de-marchi\/","title":{"rendered":"L\u2019intervista di Wired a Gianluca De Marchi"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 raro negli ultimi anni, quando ci si imbatte in uno dei\u00a0grandi monumenti\u00a0italiani impacchettati per ragioni di restauro, notare accanto a una gigantesca affissione o a un imponente schermo luminoso il brand di\u00a0Urban Vision. Si tratta di una societ\u00e0 leader, infatti, nel recupero sponsorizzato di edifici storici e opere d\u2019arte.<\/p>\n<p>Dal\u00a0Colonnato di San Pietro\u00a0al\u00a0Duomo\u00a0di Milano, dalla fontana della\u00a0Barcaccia\u00a0a Roma agli scavi di\u00a0Pompei, dal 2004 l\u2019azienda ha veicolato\u00a0130 milioni di euro\u00a0di fondi privati finalizzati a progetti di restauro con formule\u00a0spesso innovative. L\u2019obiettivo \u00e8 infatti la salvaguardia e la\u00a0promozione del\u00a0patrimonio artistico e culturaleunite alla valorizzazione di quei brand che investono nelle opere stesse, nel rispetto della memoria storica e della tipicit\u00e0 dei luoghi. Negli anni Urban Vision ha ampliato gli strumenti e le modalit\u00e0 delle sue attivit\u00e0, aprendosi sempre pi\u00f9 a\u00a0contaminazioni\u00a0con altri mondi (come quelli dello spettacolo e della musica), ma soprattutto a\u00a0nuove tecniche di comunicazione, soprattutto in ambito digitale e con un occhio di riguardo per la sostenibilit\u00e0 ambientale. Ne abbiamo parlato con\u00a0Gianluca De Marchi, uno dei fondatori dell\u2019azienda assieme a\u00a0Fabio Mazzoni e Daniela Valenza.<\/p>\n<p><strong>Urban Vision\u00a0sta utilizzando sempre pi\u00f9 innovazioni tecnologiche e digitali nei suoi progetti di\u00a0comunicazione urbana:\u00a0come si coniuga questo aspetto con la vostra storica attenzione alla tutela del patrimonio culturale?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019arte e la cultura sono per noi un patrimonio non solo da tutelare ma anche da valorizzare e comunicare, per questo i nostri progetti di comunicazione sono sempre pi\u00f9 attenti alle possibilit\u00e0 offerte dal digitale. Il restauro di un edificio o di un\u2019opera \u00e8 solo una parte di un progetto pi\u00f9 complessivo di diffusione culturale che, partendo dall\u2019out of home, si collega al web, ai social, alle nuove tecnologie e offre la possibilit\u00e0 di una vera e propria\u00a0cultural digital experience.\u00a0Le citt\u00e0 stanno diventando\u00a0smart cities,\u00a0dove le possibilit\u00e0 di comunicare sono notevolmente aumentate oltrech\u00e9 sempre pi\u00f9 centrali nella vita delle persone.\u00a0 L\u2019out of home\u00a0\u00e8 un media elettivo per recepire questa sfida, perch\u00e9 pu\u00f2 e deve diventare un media intelligente, capace di dialogare\u00a0con la comunit\u00e0, fornendo contenuti informativi e culturali in tempo reale\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019arte, soprattutto nella proliferazione\u00a0digitale di oggi,\u00a0pu\u00f2 assumere diverse forme.\u00a0In quali modi pensate che l\u2019espressione artistica possa evolversi nell\u2019intreccio urbano?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUn esempio \u00e8 il progetto di comunicazione del restauro del Ponte di Rialto, che \u00e8 stato in un certo senso una delle nostre prime opere in termini di interconnessione tra media diversi. Per immergere l\u2019audience nel racconto di questo lungo lavoro, abbiamo addirittura agganciato delle GoPro sugli elmetti dei restauratori, per raccontare sul web e sui social tutte le fasi delle lavorazioni da un punto di vista privilegiato. Oggi continuiamo a elaborare progetti di valorizzazione culturale a elevato tasso tecnologico, che hanno comunque sempre l\u2019obiettivo di informare i cittadini sul valore culturale delle opere che contribuiamo a restaurare. Il nostro\u00a0know howcomunicativo ci spinge a fare questo nel modo pi\u00f9 coinvolgente possibile: con applicazioni come realt\u00e0 aumentata, ologrammi,\u00a0e-learning,\u00a0gamification,\u00a0che permettono alle persone di approfondire contenuti culturali a un livello prima impensabile\u201d.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni vi siete occupati anche del lancio di film come\u00a0Blade Runner\u00a02049, serie tv e anche show musicali come\u00a0X Factor, come se la comunicazione stessa divenisse una forma di spettacolo:\u00a0come si integrano queste attivit\u00e0 nel vostro modo di lavorare e come ideate certe iniziative?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSe fino a poco tempo fa erano principalmente i brand del lusso, delle telecomunicazioni e dell\u2019automotive a richiedere soluzioni creative e cross mediali per le proprie campagne di comunicazione, oggi i progetti speciali sono diventati imprescindibili anche per altri settori come il cinema e la musica. Nell\u2019ultimo anno abbiamo collaborato con alcuni degli artisti pi\u00f9 amati del panorama musicale, da Fedez a Salmo, da Mengoni a Ramazzotti, passando per Sfera Ebbasta. D\u2019altra parte una\u00a0media company\u00a0come la nostra deve costantemente ripensare il proprio modello, mettendo al centro del proprio lavoro un atteggiamento creativo nei confronti dello spazio media, immaginandolo come un punto di partenza per campagne o eventi pi\u00f9 strutturati, coinvolgenti e digitali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Parliamo di sostenibilit\u00e0: da qualche anno state lavorando a impianti pubblicitari non\u00a0solo\u00a0ecocompatibili ma anche che aiutino l\u2019ambiente, come funzionano queste tecnologie?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPoniamo\u00a0da sempre una particolare attenzione alla riduzione dell\u2019impatto ambientale delle\u00a0nostre realizzazioni, utilizzando tecnologie di stampa senza emissione di composti organici volatili o sostanze dannose per l\u2019ozono, prediligendo vernici ad acqua non acriliche che garantiscano la totale assenza di inquinanti pericolosi, limitando l\u2019inquinamento luminoso grazie all\u2019impiego di fari Led, dove possibile alimentati da pannelli fotovoltaici e infine facendosi carico dello smaltimento e del riciclo dei materiali utilizzati. Da pi\u00f9 di due anni inoltre abbiamo adottato su tutti i nostri impianti il\u00a0The Breath,\u00a0una tecnologia innovativa progettata per ridurre l\u2019inquinamento atmosferico prodotto da smog, riscaldamento ed emissioni industriali. Consiste in un tessuto multistrato che assorbe, trattiene e disgrega le molecole inquinanti presenti nell\u2019aria, migliorando cos\u00ec la qualit\u00e0 dell\u2019aria dell\u2019ambiente circostante.\u00a0Per funzionare non ha bisogno di nessuna fonte di alimentazione, sfrutta solo il naturale movimento dell\u2019aria\u201d.<\/p>\n<p><strong>Londra. Un\u2019immagine dei teli pubblicitari \u201cThe Breath\u201d, a cui \u00e8 applicata una tecnologica mangia-smog<\/strong><br \/>\n<strong>Voi avete affinato se non inventato un metodo che coinvolge gli sponsor privati nel recupero di edifici dal valore pubblico e universale: come gestite la responsabilit\u00e0 di questo equilibrio?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI nostri partner nei progetti di restauro, i brand, sono parte essenziale del nostro modello, sono soggetti attivi di un processo che genera valore per la comunit\u00e0. Avere un ruolo nella vita delle persone trascende la promozione di un prodotto o di un servizio, implica un alto senso di responsabilit\u00e0 e da questo punto di vista noi diamo loro un\u2019opportunit\u00e0 in pi\u00f9. Inoltre le nostre installazioni sono sempre estremamente rispettose del contesto architettonico in cui si inseriscono\u201d.<\/p>\n<p><strong>Economia dell\u2019arte e capacit\u00e0 comunicativa sono nel dna della vostra azienda:\u00a0un equilibrio che sembra rispecchiare il\u00a0made in Italy\u00a0pi\u00f9 in generale.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cOggi Urban Vision \u00e8 un\u2019azienda internazionale con svariate sedi nel mondo ma un modello di business come il nostro non poteva che nascere in Italia, la patria del Rinascimento e del mecenatismo. Per il nostro paese il patrimonio artistico non \u00e8 solo una grande opportunit\u00e0 sociale ed economica, \u00e8 anche uno dei simboli del brand Italia, trainante per il valore percepito del nostro sistema-paese in tutto il mondo\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/attualita\/media\/2019\/03\/04\/intervista-urban-vision-restauri-digital\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Wired<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 raro negli ultimi anni, quando ci si imbatte in uno dei\u00a0grandi monumenti\u00a0italiani impacchettati per ragioni di restauro, notare accanto a una gigantesca affissione o a un imponente schermo luminoso il brand di\u00a0Urban Vision. Si tratta di una societ\u00e0 leader, infatti, nel recupero sponsorizzato di edifici storici e opere d\u2019arte. 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